Dall’ultimo bollettino pubblicato dalla Banca d’Italia emerge un maggiore indebitamento delle famiglie italiane, attratte in special modo dall’investimento immobiliare (sempre più tramite il mutuo). Dal 1998 al 2002 i prestiti bancari concessi alle famiglie hanno registrato un aumento del +10,7% su base annua, e per due terzi ha pesato l’espansione dei mutui grazie al calo del tasso di interesse reale, all’espansione del mercato immobiliare (tra il ‘98 e il 2002 transazioni al +17,6%) e all’aumento della concorrenza nell’offerta di mutui.
Dall’ultimo bollettino pubblicato dalla Banca d’Italia emerge un maggiore indebitamento delle famiglie italiane, attratte in special modo dall’investimento immobiliare (sempre più tramite il mutuo). Dal 1998 al 2002 i prestiti bancari concessi alle famiglie hanno registrato un aumento del +10,7% su base annua, e per due terzi ha pesato l’espansione dei mutui grazie al calo del tasso di interesse reale, all’espansione del mercato immobiliare (tra il ‘98 e il 2002 transazioni al +17,6%) e all’aumento della concorrenza nell’offerta di mutui.
Tuttavia in Italia la percentuale dei prestiti bancari alle famiglie in rapporto al Pil resta sotto la media europea (21,9% contro il 66,7% della Germania e 35% della Francia, mentre la media nell’area euro è del 46,4%). Per contro, l’espansione degli investimenti in abitazioni, assieme alla debole crescita del reddito disponibile, ha determinato nei primi sei mesi del 2003 un andamento debole del risparmio finanziario delle famiglie, che sono tornate a investire in quote di fondi comuni piuttosto che in titoli obbligazionari a medio e a lungo termine.
La famiglia che si indebita, insomma, lo fa per la casa: secondo Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie, circa la metà di quelle indebitate ha fatto ricorso al debito proprio per acquistare o ristrutturare immobili. Nel 2002 il credito concesso alle famiglie per l’acquisto di abitazioni si è così attestato sul 10% del Pil, praticamente raddoppiato rispetto al ‘97 (5,2%) mentre per l’acquisto di beni di consumo la percentuale rispetto al Pil scende al 2,4% (l’area dell’Euro ha fatto invece registrare rispettivamente un 30,8% e un 7,3%).
Fonte: www.ilsole24ore.com

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