In Italia la quota di case in affitto è scarsa: rappresenta appena il 19%.
Il che equivale a dire che meno di 20 famiglie su un totale di 100 vivono in case non di proprietà.
In totale, il patrimonio immobiliare in locazione è pari solo a 5 milioni di abitazioni
In Italia la quota di case in affitto è scarsa: rappresenta appena il 19%.
Il che equivale a dire che meno di 20 famiglie su un totale di 100 vivono in case non di proprietà.
In totale, il patrimonio immobiliare in locazione è pari solo a 5 milioni di abitazioni.
I dati sono stati diffusi dall’Ance (associazione nazionale costruttori edili) durante il Forum nazionale “La città
progetto”.
Il risultato della classifica è abbastanza eclatante se confrontato con le altre nazioni europee, nelle quali la percentuale è molto più alta.
In Germania si sfiora il 60%, in Francia il 42% e in Austria il 41%.
Una situazione analoga a quella italiana si trova solamente in Irlanda (16%) e in Spagna (10%).
I tecnici del settore, tuttavia, vedono qualche possibile segnale di cambiamento.
Come ad esempio il forte aumento dei prezzi, il minor potere d’acquisto delle famiglie e soprattutto la riduzione del tasso di crescita dell’erogazione dei mutui (sceso dal 24,2% dei primi sei mesi del 2002 all’8,3% nel primo semestre di questo anno).
Il problema che attualmente preoccupa di più i costruttori edili è l’accesso alla locazione da parte delle famiglie a basso reddito.
Secondo i dati diffusi da Federcasa, in Italia la quota di alloggi popolari rappresenta solo il 5%, a fronte di una media europea del 16%.
Una percentuale che soddisfa solamente l’8% della domanda.
Le altre richieste, che rimangono inevase, non si limitano alla popolazione ‘debole’, ma riguardano anche i cittadini che decidono di cambiare casa per migliorare la propria qualità abitativa o la mobilità lavorativa e che non riescono, però, a trovare una nuova abitazione.
La proposta dell’Ance è un migliore coordinamento dell’intervento pubblico con l’iniziativa privata al fine di sfruttare al meglio tutte le risorse.
Per il presidente Claudio De Albertis, nel nostro Paese c’è un forte restringimento del settore delle locazioni perché le politiche abitative non hanno seguito il passo delle rapide e radicali trasformazioni che hanno coinvolto le città.
Quindi l’obiettivo su cui puntare – afferma De Albertis – è la creazione di regole più semplici e un utilizzo della leva fiscale per rilanciare l’iniziativa immobiliare, che in Italia è sempre stata considerata la forma più sicura di impiego del risparmio.
Mentre attualmente la situazione mostra una qualità di progettazione bassa e un prelievo fiscale che spingono gli italiani, conclude De Albertis, a trasferirsi nelle zone periferiche e ad abbandonare le città dove i prezzi delle case, un esempio su tutti Milano, sono in continuo aumento.
Fonte: Mia Economia

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