Il mondo imprenditoriale del Mezzogiorno dice no alla finanziaria.
Le misure previste nella legge di bilancio per il prossimo anno, tra cui l’unificazione degli stanziamenti pubblici in un unico fondo e la trasformazione dei contributi a fondo perduto in mutui a lungo termine, finiranno con il far emergere ‘una deriva antimeridionalista’, tale da sfavorire i flussi di investimenti verso le regioni del sud. È quanto emerso dall’incontro degli industriali del Mezzogiorno aderenti a Confindustria, tenutosi a Napoli lo scorso venerdì.
“C’è stata un’apertura di credito – ha dichiarato il responsabile per il Mezzogiorno di Confindustria Rosario Averna in riferimento all’incontro tra Berlusconi e D’Amato – ma noi non ci accontentiamo di parole. Vogliamo che si passi dalle dichiarazioni ai fatti”. Secondo Averna, lo scoglio in mezzo al mare è la revisione dei contributi pubblici. “La cosa che ci preoccupa di più, ancora una volta ribadita fortissimamente da tutti i presidenti del sud, è il progetto di trasformazione dei contributi, in particolare la legge 488, in mutui agevolati. Su questo c’è una totale contrarietà degli imprenditori”.
Situazione ancora più allarmante agli occhi di Enrico Colavita, presidente degli industriali molisani. “Ci hanno spiegato – ha dichiarato – che le risorse sono ‘meno, meno meno’. Noi però dobbiamo fare delle scelte e abbiamo bisogno di certezze, non è più concepibile tornare indietro e revocare provvedimenti presi. Ci sgranellano davanti dati Istat per cui sembra che tutto vada bene, che servono investimenti per l’occupazione e poi che l’occupazione va bene”. L’imprenditore molisano punta poi il dito sulle mancate risposte in merito ai fondi strutturali e regionali. Commenti inoltre sulla trasformazione dei contributi. “C’è da capire la trasformazione da parte del contributo sul fondo capitale in prestiti che decorrenza avrà – ha concluso Colavita – perché se anche lì si andasse a toccare di nuovo il pregresso succederà l’ira di Dio”.
Al di là del grave danno economico per le imprese del Sud, spiega una nota di Confindustria, il rischio concreto del totale mutamento normativo, procedurale e autorizzativi necessario, anche da parte della Ue, è quello di bloccare gli investimenti nel Mezzogiorno per un lungo periodo di tempo. Non a caso, continua la nota, l’ultimo cambiamento legislativo realizzato sugli investimenti al Sud, comportò un sostanziale blocco per un periodo di quattro anni. “Siamo decisi ad andare al confronto – ha spiegato il presidente della Federcampania Giampiero de la Feld – ponendo una serie di modifiche che riteniamo fondamentali alla finanziaria per il Mezzogiorno”.

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