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Mutui agevolati, a tassi d’usura

25 aprile 2003in DifesaConsumatori0

I Consumatori minacciano di ricorrere al Tar contro il decreto che fissa la soglia per i mutui agevolati al 12,61%, penalizzando oltre 500 mila famiglie. La quota spettante alle Regioni, denunciano le sigle di tutela, potrebbe essere impiegata per politiche a favore della casa.

I Consumatori minacciano di ricorrere al Tar contro il decreto che fissa la soglia per i mutui agevolati al 12,61%, penalizzando oltre 500 mila famiglie. La quota spettante alle Regioni, denunciano le sigle di tutela, potrebbe essere impiegata per politiche a favore della casa.

Contratti dalle famiglie meno abbienti e disciplinati da una normativa contorta e farraginosa, i tassi di interesse per mutui agevolati superano di gran lunga quelli di mercato.
Le percentuali ‘agevolate’ variano dal 3,8% al 7,6%. Si confrontino queste cifre con il 3,6% calcolato come media dei tassi applicati dalle banche ed ecco venir fuori una palese ingiustizia. Definita, paradossalmente, ‘agevolazione’.

Per sanare questa iniquità, i Consumatori si battono da tempo, portando avanti diverse battaglie, ma realizzando anche importanti successi. Basti citare la celebre sentenza della Cassazione, conclusasi in favore dei consumatori, che ha senz’altro segnato la strada alla disciplina sul tasso d’usura.

La vicenda dei mutui agevolati non è di oggi. Già nel 1999 con la legge n.133, e il suo regolamento di esecuzione, il n. 110 si disponeva che le banche rinegoziassero i mutui agevolati, cioè fissassero nuovi e più equi tassi da corrispondere sulle rate mensili.

Nonostante le numerose interrogazioni parlamentari, le proposte di legge e gli emendamenti alla Finanziaria, il Governo non ha recepito la richiesta di abbassare al 7-8% il tasso limite per i mutui agevolati.

I Consumatori avevano pertanto diffidato il Ministero dell’Economia e delle Finanze affinché emanasse il fatidico decreto nel quale viene fissata la soglia limite per i mutui agevolati, ancorandosi, in ogni caso, alla percentuale rilevata dalla Banca d’Italia relativamente ai tassi medi applicati dalle banche.

Il ministero, per tutta risposta, ha decretato che la soglia limite fosse fissata a quota 12,61%, comprensiva della parte spettante alle famiglie e del contributo corrisposto dalla Regione.

E ora i Consumatori sono pronti a ricorrere al Tribunale amministrativo regionale (Tar), come ci ha riferito il vicepresidente di Federconsumatori, Francesco Avallone. Oltre a produrre effetti nefasti su più di 500.000 famiglie, ha continuato Avallone, con tassi a simili livelli si penalizzano anche le Regioni ‘che potrebbero impiegare buona parte dei contributi che finiscono nelle tasche delle banche in politiche a favore della casa’.
Senza contare, ha poi concluso, che simili pesi a carico delle Regioni si traducono in minori prestiti concessi a famiglie bisognose.

Ma a chi spetta di vigilare che i tassi praticati sui mutui agevolati non siano superiori a quelli usurari? Nessun organismo è deputato a questa funzione. D’altra parte, ha sottolineato Avallone, la stessa Bankitalia è tutt’altro che un referente per la Banca centrale europea che va avanti, a colpi di sforbiciate, sul costo del denaro. E le banche ritardano ad adeguarsi alle decisioni della Bce.

Nelle prossime settimane vedremo gli esiti delle nuove iniziative intraprese dai Consumatori.

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