I DATI – I mutui a tasso variabile sono attualmente circa il 65% dell’ intero mercato e nel solo 2009 la percentuale di mutui per surroga è stata pari al 33% del totale delle operazioni eseguite. Il calo di richieste registrato nel 2009 è il conseguente effetto di un momento difficile che attraversano tantissime famiglie italiane, ma sono moltissime anche le domande non accettate per mutui richiesti e ritenuti superiori alle reali disponibilità e capacità dei singoli clienti.
Le famiglie, quindi, hanno sempre meno risorse da investire nell’ acquisto di un’ abitazione e la percentuale si è contratta notevolmente nel 2009, mentre la tendenza generale è quella di preferire al momento dell’ erogazione di un mutuo, il regime con tasso variabile.
I MUTUI IMMOBILIARI- La crisi dei mercati finanziari e l’instabilità che vivono molti lavoratori, a rischio licenziamento, in cassa integrazione o con rinnovi contrattuali incerti, si rispecchia nel mercato dei mutui immobiliari, dove le famiglie non riescono a sopportare il peso di un rimborso mensile delle rate e preferiscono ricorrere alle soluzioni di locazione, che prevedono un investimento iniziale nettamente inferiore ed una gestione dei risparmi meno complicata da affrontare.
Gli ultimi rilevamenti mettono in luce una situazione che ricalca la condizione dei mutui già vista al termine del 2009, negli ultimi mesi del secondo semestre: a Gennaio 2010, infatti, ben l’ 80% dei mutui erogati prevedono un regime di rimborso a tasso variabile viste le particolari condizioni favorevoli proposte da questa tipologia di interesse al momento attuale.

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