Si ha Tasso Variabile quando il tasso di interesse pattuito non è un tasso fisso, ma muta con il trascorrere del tempo, essendo collegato ad un indice variabile, come l’Euribor o LIBOR o altri, al quale viene aggiunta una ulteriore percentuale, chiamata “spread“.
Di solito il Tasso viene aggiornato semestralmente o annualmente, indipendentemente dalla rateizzazione scelta sulla base delle variazioni dell’indice di riferimento avvenute nel corso del rapporto.
Vedi anche indicizzazione.
L’alternativa a questo genere di pagamento sono il tasso fisso ed il tasso strutturato (anche detto “tasso misto“).
I mutui a tasso variabile, quindi, come indica la stessa definizione, sono caratterizzati da un tasso di interesse che non resta invariato per tutta la durata del prestito, bensì può oscillare in base all’andamento di alcuni indici economici.
L’Euribor è uno dei fattori di variazione dei mutui a tasso variabile ed indica il tasso medio al quale avvengono queste compravendite finanziarie, ricalcolato da contratto ad intervalli di tempo costanti. Lo spread invece corrisponde al guadagno dell’istituto di credito che emette il mutuo.
Il mutuo a tasso variabile è caratterizzato da un tasso di ingresso, solitamente più basso ed applicato nel periodo iniziale del prestito, e un tasso a regime, ovvero il reale tasso ottenuto dalla somma di dell’Euribor e spread. I mutui a tasso variabile sono delle ottime soluzioni in condizioni di mercato stabile, che sul medio lungo termine non abbiano una tendenza all’ aumento, anche se è impossibile fare previsioni dato il calcolo quotidiano dell’Euribor, che rappresenta la variabile di maggior peso.
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